mercoledì 29 aprile 2020

Le ZONE WATT di allenamento




Le Zone Watt di Allenamento


Zone di riferimento per chi si allena con un Misuratore di Potenza (Watt)




Le Zone Watt di allenamento fatto riferimento al valore della propria FTP. 

Ma cos'è la FTP?

FTP sta per Functional Threshold Power ovvero la Potenza alla Soglia Funzionale. Si tratta della Massima Potenza Media che un ciclista può tenere per 1 ora (per gli amatori anche meno).

Esiste comunque un protocollo TEST per trovare la propria FTP senza per forza impiegare un'ora alla massima intensità (mentalmente molto stancante oltre che fisicamente).
Lo trovate a questo link:


Ovviamente serve avere un misuratore di potenza.

Considerazione preliminare
Anche se a prima vista si può intuire quanto sia più preciso allenarsi coi Watt, dobbiamo tenere presente che comunque il Test si basa su un intervalli di tempo di 20 min e che si calcola poi il 95% del risultato per trovare la propria FTP.
Anche qui ci troviamo davanti ad una approssimazione.
Da considerare poi che la propria FTP varia e può aumentare o diminuire col passare del tempo.

Va tenuto conto che siamo esseri umani e non macchine. Il nostro corpo compie adattamenti ogni giorno e ogni giorno subisce tutti gli stimoli esterni che riceve.

Ecco perché comunque consideriamo dei "range" di intensità e non un dato ben preciso.

Quindi, non siate schiavi dei numeri!


SCHEMA ZONE COGGAN

Z1 - Recupero Attivo <55% FTP 
Esercizio fisico di livello basso utile come Riscaldamento prima di iniziare l'allenamento o come Defaticamento al termine dell'allenamento. Si utilizza altresì nelle fasi di Recupero fra un esercizio e l'altro.

Z2 - Resistenza 55-75% FTP 
Classico ritmo per la distanza. Respiro normale e sforzo basso. Se protratto per molto tempo si induce stress per il quale potrebbe servire fino a 24h di recupero.

Z3 - Medio 75-90% FTP 
Intensità tipica per allenamenti tipo Fartlek, SFR e uscite di gruppo. Sforzo maggiore con respiro più ritmico. Ritmo ideale Salita. Propedeutico ai lavori di ritmo superiori (Z4).

Z4 - Soglia 90-105% FTP 
Ritmo alto, tipico di esercizi in ripetute o blocchi con minor focalizzazione sulla cadenza. Ottimo carico allenante solo rispettando recuperi completi.

Z5 - Vo2Max 105-120% FTP 
Intensità alta per intervalli brevi in funzione aumento Vo2Max. Nota: a questo livello la FC media non può essere uno strumento valido a causa della lentezza di risposta dei bpm (il cuore resta alto anche per qualche minuto dopo lo sforzo).

Z6 - Capacità anaerobica 120-150% FTP
Misurazione valida solo per i Watt. Intensità molto alta per intervalli molto brevi (30"-3') con lo scopo di aumentare la capacità anaerobica.

Z7 - Potenza Neuromuscolare 150-300% FTP
Misurazione valida solo per i Watt. Intensità altissima per intervalli brevissimi (10"-30") per sprint, partenze da fermo o da bassa velocità dove l'accento cade sul sistema muscolare scheletrico piuttosto che su quello metabolico.


Da considerare
Utilizzando un misuratore di potenza avrete il dato di riferimento nell'immediato.
Utilizzando un cardiofrequenzimetro invece avrete una risposta tardiva rispetto allo sforzo.
Questo perché il cuore impiega sempre un po' di tempo a salire e anche un po' di tempo a scendere.
Negli allenamenti dobbiamo tener conto di tutti questi aspetti.


INDICAZIONI

Cerchiamo di facilitare le cose.

Allenamenti di Forza: tenete lo sforzo massimo possibile per il tempo previsto al ritmo di pedalata impostato senza mai andare oltre la SGL (FC).
Durate: fino a 30" per intensità massime, fino a 2-3 min per Forza Resistente, sopra i 3 min per Resistenza in regime di Forza.

Allenamenti Metabolici: entriamo in tempi più lunghi e quindi il cuore ha più tempo per stabilizzarsi. Può capitare che a inizio esercizio ci si trovi in Z4 come wattaggio ma in Z3 (MDO) di FC. Col passare dei minuti vedremo che il cuore arriverà in Z4 (SGL). Se poi l'esercizio si protrae per un tempo medio/lungo, vedremo le pulsazioni continuare ad alzarsi.


Volete capire se state migliorando?
Prendete come test una salita conosciuta e fatela a tutta almeno una volta al mese nel periodo pre-agonistico e agonistico. Ovviamente arrivandoci con la stessa routine. Mi sembra scontato che andarci il sabato dopo una settimana di scarico sia differente che andarci il lunedì dopo una gara.
Potrete fare anche un Test CP20, ovvero 20 min a tutta in salita per avere il riferimento di FTP, calcolando appunto il 95% del risultato ottenuto.

Per finire, vi allego l'immagine su come impostare le Zone Watt del proprio Garmin (o quello che avete).






ZONE GARMIN WATT partendo da FTP (es. 240) 






Coach Davide Zambelli

domenica 26 aprile 2020

Le ZONE FC di Allenamento




Le ZONE FC di Allenamento

Per un allenamento corretto, bisogna conoscere i propri valori di riferimento.

Cerchiamo di fare chiarezza soprattutto per i meno esperti, ovvero per tutti coloro che hanno iniziato da poco e non hanno ancora compreso certe nozioni.

Quindi, per permettervi di seguire al meglio gli allenamenti proposti tramite Blog e Facebook/Instagram, ma comunque per seguire bene qualsiasi allenamento e ovviamente ottenere dei risultati tangibili, dovete conoscere i vostri valori di riferimento.

In questo caso di frequenza cardiaca.

Premessa: il post vuole essere il più semplice possibile per far comprendere a tutti la tematica.

Prima di tutto serve un cardiofrequenzimetro. Uno strumento capace di leggere i battiti del cuore per minuto (bpm). Serve quindi il device che legge i dati e la fascia cardio che rileva i battiti.

Prima di andare oltre, vediamo come sono suddivise le varie Zone di allenamento. Capite bene che andare piano o forte le cose cambiano. Ecco che allora, in base a delle logiche, i valori dei battiti sono suddivisi in fasce, ovvero in Zone.


ZONE DI ALLENAMENTO

Fondo Lento (LNT) - Z1
Fascia allenante più bassa. Respirazione normale. Non dà stimoli per il miglioramento. Si utilizza come riscaldamento o defaticamento e fasi di recupero. Ideale per sedute di scarico, soprattutto dopo una gara o un periodo molto intenso. Si utilizzano soprattutto i grassi.

Fondo Lungo (LNG) - Z2
Utilizzato per recuperi brillanti. Viene stimolata la potenza aerobica lipidica. Il consumo dei grassi è ancora superiore rispetto a quello degli zuccheri. Ideale per allenamenti di Fondo, ovviamente con tempi congrui (sopra le 4h). 

Fondo Medio (MDO) - Z3
Qui l'intensità sale un po'. La respirazione si fa più importante, ma non ancora affannosa.
Il sistema cardiocircolatorio è stimolato in maniera efficace. L’utilizzo degli zuccheri e dei grassi è equivalente. Questa zona è conosciuta anche il termine "Ritmo".

Soglia (SGL) - Z4
Valori di intensità di frequenza cardiaca e potenza della soglia anaerobica. La respirazione è più intensa. Rappresenta un valore molto importante per i nostri allenamenti e le nostre gare.

Sopra Soglia (VAM) - Z5 

Ritmo molto impegnativo. Regime anaerobico con accumulo di acido lattico. Intensità che si può mantenere per un relativo breve periodo. A questa intensità si migliora la tolleranza lattacida. 

Massimo (MAX)
Limite fisiologico dell’atleta.



FREQUENZA CARDIACA

Le zone di Frequenza Cardiaca si possono ricavare partendo da:
  • Frequenza Cardiaca Massima (metodo meno preciso e poco consigliato);
  • Soglia Anaerobica calcolata tramite un test con misurazione del lattato. 
Quest'ultimo metodo dà risultati più precisi.


DA SAPERE: il cuore risponde sempre in ritardo sullo sforzo che si sta attuando; inoltre lavora anche in ottica "smaltimento". Il cuore impiega 2-3 min prima di arrivare alla zona prevista per l'allenamento (anche 5 in certi casi). Se lo sforzo che state sostenendo è prolungato nel tempo, tenderà ad alzarsi sempre un po' di più col passare dei minuti. Ecco perché risulta poco preciso allenarsi con il cuore.


CONSIDERAZIONI

Ci sono fattori di variabilità quotidiana che incidono sulla nostra frequenza cardiaca anche di 5-10 battiti (in alcuni studi sono emersi valori anche più alti).
Un consiglio è quello di monitorare la propria FC di riposo (da prendere la mattina appena svegli).
Un aumento dei valori di FC di riposo può significare che NON c'è stato sufficiente recupero. Un aumento del 5-10% del solito suggerisce prudenza con l'allenamento del giorno.
Se a riposo, per esempio, ho 50 bpm e mi ritrovo con 55 bpm devo tenerne conto.
Ma potrebbe essere dovuto anche per altri motivi (dormito poco, agitazione, ecc.) e quindi bisogna tenere conto di tutto. Non è detto che si debba saltare per forza una seduta allenante.
Ricordiamoci che il ciclismo è sport di fatica. In tal caso ci si può allenare, ma senza arrivare allo sfinimento (mai).


ZONE (percentuali)

Nell'immagine sotto, trovate la suddivisione delle relative Zone così come riportate da Garmin. Come noterete ci sono delle differenze. Questo perché partire dalla Fc Max è il metodo meno preciso. Ricordiamoci inoltre che anche il nostro valore di Soglia varia durante l'anno. Aggiungo inoltre che non mi piace il dato del 100% alla fine della Zona 4 nella colonna della Fc di Soglia: io suggerisco di cambiarla in 105% considerando il proprio valore di Soglia come Z4.5 (ovvero il 100%).

Personalmente considero i valori indicati da Garmin un po' sottostimati, ma per questo prudenti. Per un principiante vanno benissimo.

Tuttavia, esistono altre percentuali di riferimento. Sono quelli usati per esempio dalla Federazione Italiana di Ciclismo. 

ZONE da FC MAX                        ZONE da FC di SOGLIA

    Z1 = 55-70%                                    Z1 = 65-79%
    Z2 = 70-80%                                    Z2 = 79-89%
    Z3 = 80-89%                                    Z3 = 89-97%
    Z4 = 89-95%                                    Z4 = 97-105%
    Z5 = 95-100%                                  Z5 = > 105%



Range Zone GARMIN da FC Max (es. 184) o da FC di Soglia (es. 170)









Coach Davide Zambelli

giovedì 23 aprile 2020

Corone BDC: qual è la migliore?


CORONE BDC

Qual è la migliore scelta?

53/39 classica - 50/34 minicompact - 52/36 compact


Spesso ci chiediamo quale sia la scelta più adatta per noi, per le nostre caratteristiche.
Dipende anche dall'uso che facciamo della bici.

Cerchiamo di capire le differenze e a chi conviene l'una rispetto all'altra.

Corone:

53/39 - serve una bella gamba per spingere questi rapporti, soprattutto se si vanno a fare delle salite toste. In questo caso potrebbe essere utile montare un pacco pignoni che arrivi al 30. Il 53 spinto in piano ovviamente da una sensazione di spinta bella piena, tipo cronometro. Serve comunque forza. Ideale per chi fa poca salita, tipo gare a circuito. Ideale anche per chi fa tanta pianura.

50/34 - è la soluzione più agile, ideale per chi riesce a pedalare a ritmi di cadenza molto alti in agilità (da 100 rpm in su). Con questi rapporti si può salire bene su ogni salita, anche le più pendenti. Di contro, come ho notato, comporta una perdita di forza a lungo andare. Quindi nel programma di allenamento è consigliato inserire esercizi di forza e richiami di forza nei momenti giusti.

52/36 - la soluzione che può essere considerata la via di mezzo. A mio avviso la miglior soluzione per chi non va a scalare le montagne dolomitiche o le grandi salite tutti i weekend. Questa corona dà il giusto compromesso fra forza e agilità. Quindi, nel quotidiano, per chi non fa chissà cosa, ma ogni tanto uscite con salite nel weekend, resta l'ideale. 

Suggerimenti: dopo una certa età, si sa, la forza tende a diminuire.

Conclusione: mi sento di suggerirti la 52/36 perché si tratta del giusto compromesso. Poi, in caso di difficoltà in salita, puoi sempre montare un pacco pignoni da 11-29 o 11-30.


Da sapere: in commercio si trovano anche guarniture "triple", ovvero con tre corone. Di solito 52/39/30. Ideale per il cicloturismo se vogliamo: vi permette di andare ovunque con qualsiasi intensità.


mercoledì 1 aprile 2020

SFRUTTIAMO I RAPPORTI

I RAPPORTI


Scopriamo come usarli al meglio


Spesso mi viene fatta la seguente domanda: "Che rapporti devo usare?"


Questa domanda mi fa sempre sorridere. Al giorno d'oggi ci troviamo con una combinazione di rapporti che anni fa era fantascienza.

Dovete pensare a questo: i rapporti sono un mezzo e vanno usati!Corana grande o corona piccola?
La risposta è ovvia: DIPENDE!

Dipende da che gambe si hanno, ovvero dallo stato di forma. C'è chi saprà spingere certi rapporti, mentre altri proprio no. Dipende anche dalle corone che montate: 53/39, 52/36 o 50/34.
Quindi?
Fate le vostre prove!
Se riuscite a stare nell'intensità corretta (Zone) con la cadenza indicata (rpm) state facendo giusto.
Ovviamente, se siete sui Rulli potete mantenere il rapporto senza problemi per l'intervallo del tempo stabilito dall'esercizio che state facendo. 

In esterno le pendenze cambiano (difficile trovare una salita con pendenza costante) e vi fanno sicuramente andare fuori dai ritmi da osservare in allenamento... beh, no problem: cambiate!

Ripeto: dovete sfruttare tutti i rapporti che avete a disposizione, senza limiti mentali.

Anche perché, alcuni sono identici al di là della corona che utilizzate.

Guardate l'immagine seguente (cliccarci sopra).


Quindi, non fatevi troppi problemi: usate i rapporti che avete a disposizione per fare gli esercizi previsti.

Stessa cosa per le intensità sui rulli: magari la tenete bassa e potete usare la corona grande, oppure la tenete alta e dovete usare la corona piccola.

Il fatto è che dovete stare nei range degli esercizi che state seguendo.

Avete la Monocorona? Beh, ancora più semplice: non avete scelta! Usate i vari rapporti e cambiate col cambio di pendenza (se siete all'esterno). Sui rulli potete giocare con i livelli di intensità.

Buone pedalate a tutti!


Coach Davide Zambelli

sabato 22 dicembre 2018

SALUTE: Come rinforzare la schiena con il cobra

SALUTE: rinforzare la schiena con il cobra 


La posizione del cobra è un esercizio facile per migliorare la postura e i dolori ad essa legati. 

Diversi studi hanno comprovato che lo yoga è in grado di apportare benefici ai pazienti che soffrono di mal di schiena o di dolori posturali. 

Con la pratica yoga infatti, la schiena diventa più flessibile e contemporaneamente più resistente. 

A tale scopo è particolarmente indicata la posizione del cobra (Bhujangasana), esercizio di allungamento, utile alle persone che hanno uno stile di vita sedentario. 

L’esercizio non è importante soltanto alla prevenzione dei disturbi lombari ma è anche un vero e proprio rimedio terapeutico. 




Come eseguire l’esercizio 

Il cobra è perfetto per allungare gli addominali e far scomparire i problemi alla colonna vertebrale. Quest’esercizio semplice richiede poco tempo di preparazione e può essere praticato direttamente a casa. 

L’esecuzione corretta prevede 5 passaggi: 

1. Distendersi a terra, con la pancia e il viso rivolti verso il basso.

2. Portare le mani al pavimento, piegando i gomiti. E’ importante tenere i gomiti stretti lungo i fianchi e le mani esattamente sotto le spalle.

3. Allungare le gambe, tenendo il dorso dei piedi rivolto a terra.

4. Spingere le mani a terra e contemporaneamente sollevare dolcemente il petto. Il movimento può essere agevolato dalla contrazione dei glutei e dalla spinta del bacino verso il basso. Inoltre è importante tenere le spalle aperte e orientate verso il basso.

5. Una volta raggiunto il limite di piegamento , portare la testa all’indietro e guardare in alto. A questo punto mantenere la posizione per qualche secondo, respirando profondamente. 


E’ consigliabile uscire dalla posizione lentamente, con consapevolezza. Eseguire la posizione per tre volte di seguito in modo da allenare le braccia a sostenere il peso del corpo. 


Cobra modificato 

Molti istruttori yoga hanno sviluppato posizioni modificate meno impegnative, per principianti, persone con poca flessibilità, che praticano raramente attività fisica o che soffrono di problemi alla schiena. 

  • Posizione del cobra bassa: sollevare il busto senza inarcare completamente la schiena, spingendo leggermente le mani a terra 
  • Posizione della sfinge: sollevare il busto, lasciando i gomiti appoggiati al pavimento 
  • Posizione del cobra alta: sollevare il busto e inarcare la schiena, senza piegare però la testa all’indietro 
  • Posizione con sostegno: è possibile eseguire il cobra con un cuscino sotto il bacino, per sentire meno pressione 





Controindicazioni 

La posizione del cobra è invece sconsigliata per: 

  • Pazienti affetti della sindrome del tunnel carpale 
  • Persone che soffrono di dolore ai gomiti 
  • Donne in gravidanza 


sabato 15 dicembre 2018

SALUTE: Dolori articolari - la Cervicale

SALUTE: Dolori articolari - la Cervicale 

Il dolore al collo è un disturbo comune, invalidante e costoso. 

L'esercizio fisico è un approccio terapeutico. 

Il dolore cervicale colpisce una percentuale sempre più alta della popolazione adulta e anziana, con un’incidenza che raggiunge percentuali variabili tra il 30 e il 50% della popolazione generale. 

In almeno il 15% dei pazienti il sintomo persiste per oltre tre mesi in modo continuativo, assumendo la caratteristica di dolore cronico non specifico. 




Molte persone lavorano a lungo su compiti monotoni e di conseguenza soffrono con una certa frequenza di dolore al collo. La vita e il lavoro del lavoratore sono fortemente influenzati dal dolore cervicale, che si associa ad una funzionalità limitata del rachide cervicale e ad una limitazione della capacità lavorativa, con conseguente riduzione della qualità della vita. Il dolore può anche influire negativamente anche sulla coordinazione e l’equilibrio, specie se diventa cronico. 

La fisiopatologia del dolore cervicale cronico non è ancora del tutto chiara: studi scientifici hanno evidenziato la presenza di un disturbo del metabolismo ossidativo a livello delle cellule dei muscoli del collo; non a caso, l’origine del dolore è associata a un difetto della circolazione locale muscolare o del metabolismo. 

I risultati riportati in recenti studi clinici dimostrano che esercizi specifici di rafforzamento dei muscoli cervicali, eseguiti costantemente per un periodo minimo di dodici settimane, sono in grado di far migliorare il dolore e la funzione articolare. 



Esercizi per la cervicale
1) Mobilizzazione globale del collo - eseguire un lento movimento rotatorio verso destra e verso sinistra 


2) Rinforzo della muscolatura laterale del collo - opporre resistenza ai movimenti di inclinazione laterale con una mano a lati della testa. Ripetere l’esercizio su entrambi i lati 




Gli esercizi che rafforzano la muscolatura sono utili per prevenire dolori al collo e mal di testa.

3) Mobilizzazione del capo - eseguire lenti movimenti del capo in avanti e poi all’indietro. Durante l’esercizio è importante fare attenzione a non piegare la testa 


4) Trazione - eseguire leggere trazioni con un piccolo telo arrotolato e posizionato a circa 45° sul collo 




Piccoli consigli


  • Durante gli esercizi i movimenti devono essere lenti e uniformi. 
  • Ogni esercizio deve essere eseguito da una a cinque volte consecutive, almeno una volta al giorno. La frequenza di ogni esercizio deve essere aumentata in maniera graduale, fino ad arrivare a 10 volte consecutive. 
  • Sospendere immediatamente gli esercizi, se durante l’esecuzione si avverte dolore, formicolii o intorpidimento. 
  • In caso di forti dolori cervicali, consultare il medico. 

lunedì 10 dicembre 2018

SALUTE: Cervicale, cause e rimedi

SALUTE: Cervicale, cause e rimedi 



Il tratto cervicale è la prima parte della colonna vertebrale. Quando si manifesta un dolore a livello del collo che si irradia alle spalle e che rende difficoltosi i movimenti di rotazione e flesso-estensione del capo, si parla di cervicalgia. 


Tale problematica interessa non solo persone anziane, ma fasce di età sempre più giovani (lavoro alla scrivania e /o davanti al monitor). 



Cause 

I principali fattori scatenanti sono: 

=> Errori durante il sonno, dormire sul divano, utilizzare cuscini e materassi non adatti alla propria colonna 

=> Postura scorretta, alla scrivania o al lavoro 

=> Colpi di freddo 

=> Stress psicologico 



Basterà quindi eliminare o modificare alcune “cattive abitudini” per prevenire o 

quantomeno contenere il dolore cervicale nella sua intensità, durata e frequenza. 



Gli esercizi per la cervicale 

Gli esercizi proposti di seguito sono un’utile pratica preventiva e riabilitativa, da eseguire quotidianamente con poche e lente ripetizioni. 


1. Mobilizzazione globale del collo 

Eseguire un lento movimento rotatorio verso destra e verso sinistra. 


2.Rinforzo della muscolatura laterale del collo 

Con una mano a lati della testa opporre resistenza ai movimenti di inclinazione laterale. Ripetere su entrambi i lati. 


3.Mobilizzazione del capo 

Eseguire lenti movimenti di anteposizione (in avanti) e retroposizione (indietro) del capo. Attenzione a non piegare la testa in avanti e in indietro. 


4.Trazione 

Con un piccolo telo arrotolato a posizionato a circa 45° eseguire leggere trazioni sul collo. 




Nell’eseguire ciascun esercizio, ricordarsi che i movimenti dovranno essere lenti e uniformi. È consigliabile fare gli esercizi nei momenti più tranquilli della giornata, quando è più facile concentrarsi ed essere rilassati. 

SALUTE: Dolori al ginocchio

SALUTE: Dolori al ginocchio 


Sento molti atleti che soffrono di problemi al ginocchio. E’ importante NON sottovalutare i dolori o i fastidi che si avvertono.

Pensate solo a questo: una pedalata in media si attesta sulle 90 rpm. Immaginate questo moltiplicato per tutti i minuti che state in bici. Capite subito che il problema può aumentare.

Il ginocchio è l’articolazione più grande del nostro corpo, sottoposta ogni giorno a stress notevoli, a causa dei movimenti in tutte le direzioni dello spazio. Il ginocchio permette la flessione, l’estensione ed un certo grado di rotazione.

Camminare, salire e scendere le scale, correre… anche tutto questo comporta sollecitazione.

Si può incappare in danni legati ai menischi, ai legamenti e alle cartilagini articolari (compresa quella rotulea), poiché quest’attività, è già di per sé usurante. 




Quindi si può rischiare:

- lesioni da usura

- lesioni acute (distorsioni, rottura dei crociati o del menisco)

Al di là del fatto che è opportuna una visita medica in caso di trauma o dolore, vediamo in sintesi dei suggerimenti per prevenire il dolore.



Gli esercizi per prevenire il dolore

Già dopo 3-7 giorni da un trauma generico di lieve entità, al ginocchio, è consigliabile iniziare con una fisioterapia “leggera”, per prevenire lo sviluppo di rigidità articolare e l’atrofia muscolare. Dopo circa un mese, si può passare ad esercizi più impegnativi e alla rieducazione del ginocchio.

Gli esercizi proposti di seguito sono utili per mobilizzare e rinforzare sia l’articolazione del ginocchio che la muscolatura della gamba.



ESERCIZIO ISOMETRICO

La posizione di partenza è supina con una gamba stesa con un cuscino sotto al ginocchio, mentre l’altra gamba è piegata. Nell’esecuzione premere il ginocchio sul cuscino per 5 secondi, con il piede a martello (effettuare 2 serie da 10 ripetizioni). L’esercizio può essere eseguito anche stando appoggiati sui gomiti. 





ESERCIZIO A GAMBA TESA

La posizione di partenza è in decubito supino. Nell’esecuzione portare a 90° l'angolo tra gamba e piede, estendendo con decisione il ginocchio. Sollevare la gamba tesa e poi scendere molto lentamente, fino a toccare nuovamente il suolo (effettuare 2 serie da 10 ripetizioni). 




ESERCIZIO DI ESTENSIONE

La posizione di partenza è seduto con le gambe lasciate libere. Nell’esecuzione mettere un cuscino sotto il ginocchio interessato, portare le mani dietro alla schiena ed estendere il ginocchio, mantenendo la gamba tesa per 5 secondi prima di ritornare nella posizione di partenza (effettuare 2 serie da 10 ripetizioni).





La cura

Quando il disturbo è ancora lieve, può essere sufficiente prendere antireumatici e farmaci antinfiammatori per alleviare il dolore; se il dolore persiste è bene recarsi dal proprio medico.



Referenze

Calmbach W. L. and Hutchens M. Evaluation of Patients Presenting with Knee Pain:

Part II. Differential Diagnosis. AMERICAN FAMILY PHYSICIAN; 2003 - Vol 68, N 5

domenica 25 novembre 2018

SALUTE: Torcicollo e adesso?

SALUTE: Torcicollo e adesso?

Esercizi da fare a casa se si avvertono dolori o fastidi al collo

Il torcicollo in linea di massima è di origine reumatica, può colpire a qualsiasi età e si manifesta spesso in seguito ad un colpo di freddo (finestre aperte, capelli bagnati, aria condizionata). 

In caso di torcicollo i muscoli cervicali sono tesi, gonfi e doloranti; i movimenti del collo sono impediti e dolorosi a causa delle contratture muscolari e dell’infiammazione.

Il dolore da torcicollo si irradia verso le spalle, le braccia, le scapole, e può risalire verso la nuca.




Forse non sapevi che...
  • La prevenzione del torcicollo consiste nella ginnastica del collo con movimenti in tutte le direzioni
  • Un leggero massaggio ai trapezi giova al rilassamento di collo e spalle, dopo una giornata di stress o di lavoro pesante
  • Anche una doccia o un bagno caldo può essere utile per il torcicollo




Gli esercizi per il torcicollo

Mobilizzazione globale del collo
Eseguire un lento movimento rotatorio verso destra e verso sinistra.





Rinforzo della muscolatura laterale del collo
Con una mano a lati della testa opporre resistenza ai movimenti di inclinazione laterale. Ripetere su entrambi i lati.




Mobilizzazione del capo
Eseguire lenti movimenti di anteposizione (in avanti) e retroposizione (indietro) del capo. Attenzione a non piegare la testa in avanti e in indietro.




Trazione
Con un piccolo telo arrotolato a posizionato a circa 45° eseguire leggere trazioni sul collo.




Nell’eseguire ciascun esercizio, ricordarsi che i movimenti dovranno essere lenti e uniformi. 
È consigliabile fare gli esercizi nei momenti più tranquilli della giornata, quando è più facile concentrarsi ed essere rilassati.



Referenze

Battaglia PJ et al., Posterior, Lateral, and Anterior Hip Pain Due to Musculoskeletal Origin: A Narrative Literature Review of History, Physical Examination, and Diagnostic Imaging. J Chiropr Med. 2016 Dec;15(4):281-293.

Andreotti, Lupo. Taddei, Marzio Taddei. “Patologia dolorosa muscolo-scheletrica di comune riscontro nella medicina pratica”, S.E.E., 2000 pag. 343


sabato 24 novembre 2018

SALUTE: Sindrome della bandelletta ileotibiale

SALUTE: Sindrome della bandelletta ileotibiale 

Tipico dolore al lato esterno del ginocchio. 

La bandelletta ileotibiale (ITB) è un nastro di tessuto connettivo situato tra la parte esterna della coscia e il ginocchio. La ITB aiuta a stabilizzare e muovere l’articolazione del ginocchio.

La sindrome della bandelletta ileotibiale è comunemente detta “ginocchio del corridore” ed è un processo di tipo infiammatorio a carico della zona. Colpisce prevalentemente runners, ciclisti e sportivi in genere. Anche chi non pratica abitualmente discipline sportive a rischio, tuttavia, ha innumerevoli occasioni nella vita quotidiana per danneggiare le strutture che sostengono e stabilizzano l’articolazione del ginocchio.

La sindrome della bandelletta ileo-tibiale può essere considerata, sostanzialmente, una sindrome da

sovraccarico le cui cause possono essere collegate a fattori predisponenti di natura anatomica e

condizioni sportive.





Ecco 4 rimedi:

1) Allunga: eseguire esercizi di stretching o di yoga permettono di allungare la ITB e prevenire la sindrome della bandelletta ileotibiale

2) Rafforza: rafforzando i glutei sarà possibile controbilanciare il movimento verso l’esterno della coscia.

3) Massaggia: in caso di dolore, un massaggio in profondità può alleviare la tensione della bandelletta ileo-tibiale.

4) Riabilita: dopo un allenamento eccessivo, la ITB può infiammarsi e provocare forti dolori, quindi in questo caso è consigliabile riposo (2-6 settimane) e riabilitazione.


La terapia:

Dopo un trauma al ginocchio anche abbastanza importante, purché non tale da richiedere l’intervento chirurgico immediato, la regola prevede che si proceda almeno in prima istanza a una terapia conservativa, basata sulla strategia PRICE (Protection, protezione; Rest, riposo; Ice, applicazione di ghiaccio; Compression, compressione; Elevation, sollevamento della parte traumatizzata) e sull’impiego di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o analgesici per attenuare il dolore, sempre molto intenso nei primi giorni dopo il trauma.


Referenze:
Beals C. & Flanigan D. A Review of Treatments for Iliotibial Band Syndrome in the Athletic Population. J Sports Med (Hindawi Publ Corp).